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Cronaca di un episodio avvenuto durante la Fiera di San Biagio di Cavriana del 3 febbraio 1579

I consoli di Cavriana denunciano alle superiori autorità un'aggressione da colpi di bastone subita da un cittadino di Guidizzolo da parte di uno sconosciuto in occasione della Fiera di San Biagio; il ferito cerca quindi rifugio in chiesa. 

Messer Giovanni Cauzzo et messer Giulio Grandelli consoli del comune et homini di Capriana per scarico loro et di detto comune mi hanno denontiato qualmente hoggi circa ventidue hore ritrovandosi un messer Pietro figlio di messer Dionisio di Caprini della terra di Guidizzolo sotto la loggia della casa del comune posta nel castello di Capriana, presso la piazza dove si ballava et era gran numero di persone forestiere per farsi la sagra di Santo Biagio, da uno qual detto messer Pietro detto, mi confessò egli stato dato che uno bastone sopra la testa da banda destra con rottura et effusione di sangue et avuta la botta si è fuggito esso messer Pietro nella giesa di Capriana ivi vicino, et non si è ritrovato per sera alcuno che habbia conosciuto il delinquente nemmeno detto offeso sa a chi dar la colpa per chi lui non fece mai dispiacere a persona alcuna, sì come asserisse et cosi del tutto successo ne do avviso a vostra signoria illustrissima [...]



Bagno di turisti per l’Antica Fiera di San Biagio 2011

Giornate indimenticabili per Cavriana, quelle del 3, 5 e 6 febbraio 2011. Il secolare appuntamento stagionale con l’Antica Fiera di San Biagio ha determinato un notevole successo in termini di popolarità e di affluenza di pubblico.
L’invitante calendario di eventi messo a punto dalla laboriosa macchina organizzativa, coniugato con la benevola complicità di Colui che, dall’alto dei cieli, ha preparato favorevolissime condizioni climatiche e meteorologiche, ha fatto affluire un vero e proprio tsunami di visitatori gioiosi.
In migliaia, provenienti dal territorio circostante ma anche da più lontano, si sono riversati su Cavriana, per trarre beneficio da una serie di appuntamenti interessantissimi: la mostra enogastronomica, il mercatino con prodotti di ogni genere, il parco giochi con le attrazioni, le mongolfiere e tutto il resto non potevano che lasciare l’imbarazzo della scelta sulla decisione da dove cominciare.
La Polizia Locale di Cavriana si è occupata principalmente di questi aspetti: curare la dislocazione di 41 banchi lungo i margini di Via Porta Antica, Piazza Mattioli, Piazza Castello e Via Marconi fin dal mattino presto (a 2, sostituiti con altri, non è stato consentito di esercitare per mancanza di requisiti, mentre per altri 11 operatori fuori della graduatoria ufficiale è stato trovato uno spazio idoneo per aprire i loro esercizi), controllare i documenti ed esigere il pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico, prestare servizio di rappresentanza in occasione della cerimonia inaugurale, curare il servizio di pubblica sicurezza in tutti i luoghi frequentati dalle persone, gestire il flusso veicolare, costante e consistente all’esterno del valico settentrionale senza soluzione di continuità.
In aggiunta, sono stati effettuati alcuni interventi di polizia e sono state fornite centinaia di informazioni orali ai turisti. Per l’occasione è dovuto rivolgere un caloroso ringraziamento ai colleghi operatori di Polizia Locale di Solferino e di Pozzolengo, senza l’ausilio dei quali non sarebbe stato possibile portare a compimento con successo ogni dovere.


Per scoprire chi era il Santo al quale è intitolata l'Antica Fiera di san Biagio, cliccare qui.

San Biagio, vescovo e martire

E' celebrato quale Santo Patrono di Cavriana il 3 febbraio (memoria facoltativa). Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana. Non si sa quando e dove nacque. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'imperatore romano occidentale Costantino e l'orientale Licinio. Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana - in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti - e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell'atto risale il rito della "benedizione della gola", compiuto con due candele incrociate.

Patronato: Malattie della gola.
Etimologia: Biagio = bleso, balbuziente, dal latino.
Emblema: Bastone pastorale, Candela, Palma, Petti.
Martirologio Romano: San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas nell’antica Armenia il martirio sotto l’imperatore Licinio.

C’è una sua statua anche su una guglia del Duomo di Milano, la città dove in passato il panettone natalizio non si mangiava mai tutto intero, riservandone sempre una parte per la festa del nostro santo. E tuttora si vende a Milano il “panettone di san Biagio”, che sarebbe quello avanzato durante le festività natalizie. San Biagio lo si venera tanto in Oriente quanto in Occidente, e per la sua festa è diffuso il rito della “benedizione della gola”, fatta poggiandovi due candele incrociate (oppure con l’unzione, mediante olio benedetto), sempre invocando la sua intercessione. L’atto si collega a una tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato un bambino da una spina o lisca conficcata nella sua gola.
Vescovo, dunque. Governava, si ritiene, la comunità di Sebaste d’Armenia quando nell’Impero romano si concede la libertà di culto ai cristiani: nel 313, sotto Costantino e Licinio, entrambi “Augusti”, cioè imperatori (e pure cognati: Licinio ha sposato una sorella di Costantino). Licinio governa l’Oriente, e perciò ha tra i suoi sudditi anche Biagio. Il quale però muore martire intorno all’anno 316, ossia dopo la fine delle persecuzioni. Perché?
Non c’è modo di far luce. Il fatto sembra dovuto al dissidio scoppiato tra i due imperatori-cognati nel 314, e proseguito con brevi tregue e nuove lotte fino al 325, quando Costantino farà strangolare Licinio a Tessalonica (Salonicco). Il conflitto provoca in Oriente anche qualche persecuzione locale – forse ad opera di governatori troppo zelanti, come scrive lo storico Eusebio di Cesarea nello stesso IV secolo – con distruzioni di chiese, condanne dei cristiani ai lavori forzati, uccisioni di vescovi, tra cui Basilio di Amasea, nella regione del Mar Nero.
Per Biagio i racconti tradizionali, seguendo modelli frequenti in queste opere, che vogliono soprattutto stimolare la pietà e la devozione dei cristiani, sono ricchi di vicende prodigiose, ma allo stesso tempo incontrollabili. Il corpo di Biagio è stato deposto nella sua cattedrale di Sebaste; ma nel 732 una parte dei resti mortali viene imbarcata da alcuni cristiani armeni alla volta di Roma. Una improvvisa tempesta tronca però il loro viaggio a Maratea (Potenza): e qui i fedeli accolgono le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diventerà l’attuale basilica, sull’altura detta ora Monte San Biagio, sulla cui vetta fu eretta nel 1963 la grande statua del Redentore, alta 21 metri.
Dal 1863 ha assunto il nome di Monte San Biagio la cittadina chiamata prima Monticello (in provincia di Latina) e disposta sul versante sudovest del Monte Calvo. Numerosi altri luoghi nel nostro Paese sono intitolati a lui: San Biagio della Cima (Imperia), San Biagio di Callalta (Treviso), San Biagio Platani (Agrigento), San Biagio Saracinisco (Frosinone) e San Biase (Chieti). Ma poi lo troviamo anche in Francia, in Spagna, in Svizzera e nelle Americhe... Ne ha fatta tanta di strada, il vescovo armeno della cui vita sappiamo così poco.
(Autore: Domenico Agasso – Fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/25950)

Cliccando qui si può visitare la pagina di wikipedia dov'è contenuto l'elenco delle località nelle quali San Biagio è Patrono.